Casini non soccorre Berlusconi «Pdl alla frutta, serve nuovo governo»
Il leader Udc: «Fedele al mio ruolo». Cicchitto: «Voto subito se ci sarà la rosolatura finiana»

MILANO – Dopo la rottura, la guerra sui numeri. Lo strappo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ha spinto deputati e senatori vicini al presidente della Camera a creare nuovi gruppi sia a Palazzo Madama che a Montecitorio. Il governo è ora appeso a pochi voti. E non può neanche contare su un eventuale appoggio dei centristi di Pier Ferdinando Casini. «Non sono disposto ad entrare né ad aiutare: resto fedele al ruolo e all’impegno che ci hanno dato i nostri elettori che è quello di essere all’opposizione di questo governo. Ho invece detto in ogni sede, in quelle pubbliche come nelle cene private – ha spiegato il leader dell’Udc intervistato dal Tg2 – che siamo pronti ad impegnarci per un nuovo governo di responsabilità nazionale che affronti insieme i grandi problemi che il nostro Paese ha davanti e finalmente realizzi le riforme necessarie. Non ci interessa un governicchio per tirare a campare». Per il numero uno dei centristi «questo governo tira a campare, quando si arriva con cento deputati di maggioranza alla contabilità sui numeri, vuol dire che siamo alla frutta. Così si campicchia, e noi non possiamo permettercelo», spiega. In questo senso, Casini non nega la differenza con il governo finalizzato alla sola legge elettorale prospettato da Massimo D’Alema, ma sottolinea che si tratta di proposte nello stesso solco. «La proposta di D’Alema può anche andare bene. La differenza è che io penso che il nuovo governo debba però affrontare anche scelte che potranno essere molto impopolari. In ogni caso, come diceva un celebre santo, “è meglio zoppicare sulla strada giusta che correre su quella sbagliata” e purtroppo in questo momento stiamo correndo su quella sbagliata».
IPOTESI DI VOTO ANTICIPATO – Nel Pdl sono in molti a temere un voltafaccia dei finiani in Parlamento. I nuovi gruppi considerano «la mozione di sfiducia delle opposizioni al sottosegretario Caliendo presentata alla Camera il banco di prova per la maggioranza di governo» ha spiegato il neo deputato Fli Benedetto Della Vedova, parlando a Sky Tg 24. Le decisioni di Silvio Berlusconi sul futuro del governo, fa sapere fabrizio Cicchitto, dipenderanno proprio dal comportamento in Parlamento dei nuovi gruppi di Futuro e libertà per l’Italia. Alla prima defezione dei finiani dalla maggioranza, è l’avvertimento di Cicchitto, la richiesta del Pdl sarà quella di un immediato ritorno alle urne. «Vedremo ora come si comporteranno in Parlamento – dice Cicchitto a Sky Tg24- questi nuovi gruppi nati da parlamentari eletti con la maggioranza. Di certo né il presidente del Consiglio Berlusconi éè il Pdl sono disponibili a farsi cuocere a fuoco lento facendosi condizionare di volta in volta su ogni provvedimento. Se così fosse, si dovrebbe subito tornare a votare». Cicchitto, inoltre, invita a considerare «aperta, anzi ancora molto aperta, la partita sui numeri» su cui potrà contare in Parlamento tanto il nuovo gruppo finiano come il Pdl. «Ho motivo di ritenere – afferma – che nessuno, nemmeno noi, abbia già messo in campo tutta l’effettiva propria consistenza in modo da poter misurare i rapporti di forza».
LOMBARDO – Al Pdl impegnato nella battaglia dei numeri arriva, nel frattempo, un avvertimento dal presidente della Regione siciliana che è anche leader del Mpa Raffaele Lombardo. «D’ora in poi vogliamo vedere, atto per atto, cosa portiamo a casa. È un fatto che quasi nulla è stato realizzato del programma per il sud sottoscritto alla vigilia delle elezioni. E noi non intendiamo votare contro gli interessi dei nostri elettori».







